Non si puo’ comprare tutto

31 05 2008

Un tale, arabo, mi ha raccontato questi giorni una storia locale, che pare sia vera, che dice molte cose.

Pare dunque che pochi anni fa uno sceicco abbia fatto un salto a Londra, per diletto. Girando per la citta’ ha visto una villa con un prato fenomenale, e ha chiesto di conoscere il giardiniere. Ha incontrato cosi’ un vecchietto di quasi 80 anni, curatore del giardino, e gli ha chiesto di seguirlo nei paesi arabi, per replicare una meraviglia come quella nella sua villa a 100 stanze, promettendogli mari, monti e fortune. Il vecchietto gli ha detto che questo non era possibile e non poteva lasciare l’Inghilterra.

Allora lo sceicco gli ha chiesto il segreto, per poterlo replicare.

Il vecchietto gli ha detto: “Caro signore, ci vogliono 700 anni di pazienza…”.

Insomma, non si puo’ comprare tutto, non si compra il tempo, la storia, le tradizioni. E nemmeno la civilta’.





Evoluzione, rivoluzione e folclore

14 11 2007

Sui paesi arabi c’e’ una generalizzazione ingiustificata: si tende a pensare a sottosviluppo economico (con pensiero ai paesi nordafricani) e/o culturale.

Quello che pero’ e’ piu’ importante osservare e’ la tendenza a cambiare. Ieri leggevo un articolo del Corriere sulla sceicca – la moglie dell’Emiro – del Qatar, in visita ufficiale in Italia. La signora stimola delle rivoluzioni nel suo paese: da otto anni le donne votano, guidano l’auto. Lei stessa partecipa celebrazioni in Francia del 14 luglio. Permette alle figlie, fuori patria, di dimenticare il velo. Tutte queste cose a noi possono sembrare banali, ma per loro sono rivoluzioni culturali. E quello che e’ piu’ importante vengono direttamente dai governanti. Una rivoluzione culturale che venga dai governanti in Italia quando si vedra’?

Per paesi che si evolvono, altri regalano continuamente delle perle di folclore. In India un tale ha sposato un cane, per espiare la colpa di averne ammazzati due alcuni anni fa. Pare che gli siano capitate diverse disgrazie dopo il fatto e il matrimonio era l’unico modo per redimersi.

“Vuoi tu Selvi (il nome del cane) sposare Selvakumar?” “Bark”. Andranno anche in viaggio di nozze.





Matrimoni indiani

2 11 2007

Uno dei vantaggi del vivere per un periodo a Dubai e’ quello di entrare in contatto reale con realta’ che per noi occidentali sono davvero diverse.

Esempio: gli indiani si sposano per matrimonio combinato. Se superano i 27-28 senza essere sposati, sono “finiti”, fuori mercato. Quello che fanno, con la approvazione della famiglia, e’ di consultare dei cataloghi e scegliere moglie. Non e’ come nelle agenzie matrimoniali, dove la candidata puo’ rifiutare. Se e’ scelta, e’ scelta.

La famiglia dello sposo deve approvare perche’ vivra’ con gli sposi e perche’ la nuora ha l’obbligo di curare la loro vecchiaia.
In ufficio ci sono ragazzi indiani, che hanno viaggiato, studiato,  interagiscono quotidianamente con la nostra cultura. Insomma, non sono appena scesi dalla montagna. Ecco, uno di questi la settimana scorsa era occupato a consultare un catalogo per scegliere moglie.

Non so ancora se trovare queste tradizioni interessanti o deprimenti.