Vicino al supermercato della zona c’e’ una moschea. Fino a qui, niente di strano. Fatto sta che settimana scorsa uscendo con il mio carico di tagliatelle e salame, ho sentito il mohezzino predicare in inglese. Non so a beneficio di chi, ma mi e’ sembrato piuttosto sorprendente. Mentre a volte si sente parlare di ritorno alla messa in latino, questi estendono la predica all’inglese.
Un timido segnale di progresso, anche se forse circoscritto a questo paese, o questo emirato, o forse addirittura a quella moschea soltanto. Ma interessante.
Ieri ho visto in televisione il parroco di Abano Terme che dice di essere fidanzato, avere figli, forse no, sono anche io abbastanza confuso da quello che dice. E’ stato massacrato da intellettuali tipo Alessandra Mussolini, vari residui di edizioni del Grande Fratello, tronisti, vallette, etc.
Ora, certamente il suo caso e’ da condannare, perche’ quando ha fatto la scelta di farsi prete l’ha fatta conoscendone le regole, per cui o le accetta o esce dalla Chiesa. Le regole sono regole.
Ma sulla base di cosa si pensa che queste regole non si possano discutere nel principio? Come pensiamo che i preti protestanti o ortodossi non sono buoni pastori di anime solo perche’ mettono su famiglia?
Insomma, il buon prete e’ solo il prete celibe? Α volte ho l’impressione che resistono dei concetti non sostenibili logicamente solo per una forma di conservatorismo estremo.
Forse la regola e’ giusta, non dico, ma il rifiuto del dibattito mi pare non giustificabile.

