Oggi e’ finalmente lanciato il servizio per cui sono qui da circa un anno: la selezione automatica dell’operatore. Una cosa vissuta in Italia nel 1998 e in Grecia nel 2003: ci si abbona a un operatore e si usa un codice per effettuare chiamate dalla sua rete.
Negli Emirati la liberalizzazione e’ solo di un anno fa per cui questo e’ il primo passo. Si seguira’ tutta la evoluzione di questi casi, fino cioe’ alla liberalizzazione dell’ultimo miglio.
Proprio per via del ritardo rispetto ad altri mercati, l’evoluzione dovrebbe essere abbastanza rapida. Vedremo.
Il lancio e’ soft, nel senso che solo tre Emirati sono coinvolti – come da istruzioni della Authority locale – e solo negozi di proprieta’. Nella seconda meta’ di Agosto il servizio sara’ esteso a tutti gli Emirati, a piu’ canali distributivi e si fara’ anche pubblicita’ sui media.
Per ora e’ promosso sul sito, visibile clikkando qui.
Lancio!
26 07 2007Commenti : 2 Commenti »
Tag: emirati, lavoro
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Osteria numero alf (mille)
2 05 2007Da bravo indiano sono tornato al lavoro dopo appena 3 giorni di ferie.
Almeno mi sono preso una bella soddisfazione: in questo paese dove sono vietati il vino e la carne di maiale (per cui uno dei piu’ grandi piaceri della vita, un affettato misto associato a un bel rosso, e’ un concetto assolutamente sconosciuto), ho passato sotto il naso degli ineffabili doganieri due bottiglie di Brunello di Montalcino 2001 della Tenute Casanova di Reni, premiato lo scorso anno miglior vino del mondo.
Il limite permesso e’ di 4 litri, ma non e’ chiaro se in piu’ e’ necessaria la licenza, per cui la soddisfazione resta.
Voglio andare da Spinney’s, comprarmi un bel salame nel reparto Pork for Non-Muslims, e mettermi davanti al Golfo Persico con un bicchiere di Brunello.
E adesso che ci penso la polenta e’ legale…
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Tag: aneddoti, lavoro
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Viva il Primo Maggio!
24 04 2007
La prima notizia e’ che Toro Seduto mi ha dato tre giorni di ferie. Toro Seduto e’ il mio capo indiano.
Il fatto che mi abbia dato solo tre giorni fa capire la graduatoria di priorita’ nella vita di questa gente, che vive solo per lavorare, come da post precedente.
Intanto un fornitore cinese chiude per la prima settimana di Maggio. “Labor week”, mi ha detto.
Il Primo Maggio in Cina non dura il tempo di un concerto a San Giovanni, ma si festeggia per un’intera settimana.
Ovviamente qui e’ una festa sconosciuta. Se anche ci fosse, i crumiri indiani andrebbero a lavorare comunque, non sapendo cos’altro fare per occupare il tempo, e perderebbe di significato.
Delle volte delle cose che nella nostra societa’ consideriamo ovvie e forse perfino un po’ anacronistiche e superate, in condizioni diverse acquistano un po’ piu’ di senso. E allora viva il Primo Maggio!
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Tag: lavoro
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Si mette male!
19 04 2007Ultimamente, dati gli orari di lavoro, mi sento molto indiano.
Gli indiani in ufficio dedicano molto poco tempo a se stessi, al tempo libero.
Spesso si fermano in ufficio fino alle 22 senza averne veramente la necessita’. Semplicemente l’ufficio e’ casa loro. Non fanno altro che lavorare.
Difficile vederli in ristoranti, cinema, centri commerciali. Anche il weekend e’ facile trovarli in ufficio.
Purtroppo e’ da un po’ che mi sento indianizzato: stacco tardi, non ho tempo per altre cose, tutto ruota intorno al lavoro.
Il mio capo (indiano) ignora la mia richiesta di ferie: e’ chiaro che… fa l’indiano.
Oggi ho avuto un segnale preoccupante: alcuni colleghi mi hanno proposto di giocare con loro a cricket, lo sport nazionale. Che vedano anche loro la mia trasformazione irreversibile?
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Tag: lavoro
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La buona stella
11 04 2007Oggi una chiacchierata con una collega turca mi ha fatto pensare che qualche volta si vivono delusioni che a posteriori si rivelano una vera fortuna.
A livello professionale mi e’ capitato due volte.
La prima e’ stata nel 2001, mi guardavo intorno per cambiare lavoro ed avevo dei buoni contatti avviati con Arthur Andersen, la famosa societa’ di consulenza. Non avevo ancora un’offerta, per cui mantenevo attive altre opzioni. Sapevo che l’offerta sarebbe stata buona, con molti benefit.
Ma mi arrivo’ per prima un’altra e accettai.
Due giorni dopo mi chiamo’ Arthur Andersen e per onesta’ nei confronti del nuovo datore, la respinsi a malincuore senza neanche entrare nei dettagli. Non ho mai saputo cosa avrebbero offerto.
Una settimana dopo scoppiava lo scandalo Enron, la piu’ grande bancarotta fraudolenta della storia, Andersen era implicata e nel giro di qualche mese falli’ anch’essa.
Qualche anno dopo ci fu la possibilita’ di andare a lavorare in Turchia, per una holding che stava entrando nelle telecomunicazioni.
La holding e’ della famiglia Sabanci, un vero colosso nazionale. L’idea era allettante, nonostante sul sito ci fosse l’albero genealogico della famiglia da cui si veniva a sapere che la “unforgettable” (cito) mamma di tutta la famiglia si chiamasse Sadika… (basta vedere anche oggi clikkando qui).
Una premessa preoccupante.
Insomma, non se ne fece niente e sono sempre rimasto con il sentimento dell’occasione persa.
Oggi la collega turca mi ha detto che quel progetto falli’ miseramente.
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Tag: lavoro
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Pasqua in ufficio
9 04 2007Ieri ho trascorso per la prima volta la Pasqua a lavorare, visto che qui la Domenica e’ giorno lavorativo.
Quest’anno non ho davvero “sentito” la festa, visto il periodo molto intenso, la famiglia ad Atene, il clima, e il lavoro.
Quelli che non si perdono d’animo sono i greci: qualcuno ieri verso le 13 e’ uscito dall’ufficio per andare da qualche parte a mangiare agnello allo spiedo, kokoretsi, maghiritsa e altri tradizionali piatti pasquali, tutti a base di carni e budella, per tornare alle 15 come se nulla fosse.
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Tag: lavoro, vacanze
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Senza titolo e senza commento.
26 03 2007A Dubai e’ particolarmente florido il business delle maid, le donne delle pulizie.
A ore o stabili in casa. Sono per lo piu’ filippine, pakistane, cingalesi.
Molte di queste lavorano per societa’ di pulizie. Ricevono 25dirhams l’ora, poco piu’ di 5 euro.
Oggi un collega mi raccontava che ha fatto una chiacchierata con la filippina che pulisce il suo appartamento.
Di seguito racconto come lei e molte altre vivono.
Alloggia in un “labour camp”, dove dorme nella stessa stanza con altre 11 ragazze, in sei letti a castello. Si dividono un unico bagno e un unico angolo cottura.
Ogni mattina il datore di lavoro passa a prenderle con il Van e le lascia nelle zone residenziali, a circa 40 minuti di distanza. Fatto il suo turno di 4 ore, il datore passa a prenderle per la pausa pranzo. Cioe’ le riporta al labour camp dove hanno 10 minuti per mangiare.
Mangiano riso con pollo, riso con patate, riso con piselli, spesso riso con riso.
Finito il pranzo le riporta nelle aree residenziali per il prossimo turno di 4 ore.
Finito il secondo turno le riporta al labour camp. Non c’e’ cena. Il camp chiude alle 22.
Si e’ abituata a non mangiare alla sera.
Lavora 6 giorni alla settimana, il datore si prende i 5 euro e lei ha uno stipendio fisso di 130 euro al mese.
Il datore di lavoro le ha sequestrato il passaporto, cosi’ non puo’ lasciare ne’ il lavoro ne’ il paese.
Si ritiene fortunata ed e’ contenta.
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Tag: dubai, lavoro
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Opportunita’ di lavoro
28 02 2007Siccome nella vita e’ sempre bene tenere occhi ed orecchie aperte, sono iscritto a diverse mailing list su offerte di lavoro internazionali.
Qualche giorno fa ho visto “CCO role in Palestine”. Per curiosita’ soltanto ho cliccato.
L’inserzione suonava cosi’: “Mi serve un CCO (Chief Communication Officer) per contratto di 12 mesi a Ramallah (Palestina) per un operatore mobile. Paga e’ $15k al mese tax free piu’ viaggi, 2 settimane di vacanza per trimestre, auto e appartamento.
Ramallah e’ un bel posto. Nel nostro quartier generale c’e’ una piscina, una palestra, campo da basket, 15 minuti da Gerusalemme, 1 ora da Tel Aviv. I razzi e gli spari si sentono a malapena.”
Chi si offre?
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Tag: lavoro
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Principe Carlo, sudditi, etc.
30 11 2006Il mondo multirazziale e’ una bella cosa. Si conosce gente di molti paesi diversi, ognuno con la sua storia, le sue tradizioni.
Solo nel Marketing Consumer siamo di 21 nazionalita’ diverse.
Ma nell’ambiente multirazziale inevitabilmente si sviluppano simpatie o antipatie per gruppi etnici. Io devo dire che, inaspettatamente forse, ho preso in antipatia gli inglesi, o meglio, i britannici.
Sono tremendamente boriosi. La divisione Clienti Affari e’ praticamente sotto il loro dominio, tra scozzesi che sognano di essere Braveheart e hanno una pronuncia tremenda, australiani che hanno il complesso di essere staccati dal mondo, inglesi che ancora pensano sia una brillante idea il volante a destra…
Ma ancora peggio devono essere dopo lavoro: una birra all’Irish Village a parlare della gloria del Commonwealth e di quanto fosse riuscito il pudding della signora Smith la settimana prima, mentre nei weekend le signore si trovano per un te’ alle 5 per parlare della pettinatura di Beckam, e gli uomini invece tornano all’Irish Pub (il resto non esiste) per lanciarsi in elucubrazioni su cricket, badminton e sulla stagione della caccia alla volpe…
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Tag: aneddoti, lavoro
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