A proposito di integrazione.

20 10 2008

 

In Italia un deputato leghista, tale Roberto Cota, ha proposto classi differenziate per gli stranieri, che prima di frequentare una classe italiana devono provare una sorta di idoneita’ a frequentare la scuola italiana.

Se non superano il test di lingua e conoscenza delle basi, saranno inseriti in classi propedeutiche.

Questo, a detta del deputato leghista, favorirebbe l’integrazione.

Io vivo negli Emirati Arabi Uniti, un paese con una storia breve e una altissima presenza di stranieri.

Ho iscritto mia figlia di 5 anni a una International School senza che sapesse una parola d’inglese, la lingua usata nella scuola e nel paese per qualsiasi interazione personale. Di fatto e’ la lingua locale.

Tre mesi dopo lo parlava senza problemi con i suoi compagni di classe, di circa una dozzina di nazionalita’ diverse.

Una volta l’anno si celebra l’International Day (dalla festa dell’anno scorso e’ tratta la foto), dove tutti gli alunni condividono con gli altri bambini informazioni sul loro paese, si vestono con abito tradizionale, portano dolci, raccontano di usanze locali, etc.

Tutti imparano qualcosa sugli altri. Nessuno e’ destinato a classe diversa o percorso formativo diverso sulla base della sua nazionalita’.

Vi partecipano anche genitori, ma immagino che il padano doc avrebbe difficolta’ ad adattarsi.

Mia figlia ha amici bianchi, neri e gialli, e cresce considerando tutti uguali. Questo e’ integrazione.


Azioni

Informazione

3 risposte

22 10 2008
Michele

ne so qualchecosa, sono cresciuto proprio in questo tipo di scuole……una fortuna.

22 10 2008
Michele

Elaboro un pò..ci ho pensato un pochino…
La mia esperienza diretta, e la tua con tua figlia, non è proprio calzante, semplicemente perchè si parla di integrazione di si, diverse culture, ma di uno strato sociale medio alto e con valori verso l’educazione abbastanza simili (e 20 babini max in classe). Il caso in Italia (per carità, non condivido PER NIENTE la destra, meno la lega e la sua proposta in proposito) è un pò più complesso. Si parla di integrazione nelle scuole statali, costo zero. Qui la classe (a Roma, 35 bambini per classe) si interfaccia con realtà sociali diverse, tipo ‘burini’ o gente che non valorizza o aiuta i figli negli studi (italiani, o anche Rom per esempio), che non hanno l’appoggio dei genitori verso lo studio, e dove si può manifestare un rallentamento della classe per colpa di pochi.

Problema esiste, la soluzione è, come al solito, questione di pensare al bene comune e investire ‘wisely’ cosa che il governo nItalian non è ne capace ne pronto a fare.

5 11 2008
sofia

¿Cómo es posible que no comentes sobre el nuevo presidente de los EEUU? ;) ¡Bah! De seguro este comentario no se posteará, pero “all the same”…

Love, :D
B.

Lascia un commento