La Procura di Venezia ha archiviato l’ipotesi di reato per vilipendio per Umberto Bossi, che aveva insultato a Padova inno nazionale e bandiera.
Secondo il De Mauro, il vilipendio e’ “reato consistente nel manifestare pubblicamente disprezzo verso persone, istituzioni o cose espressamente tutelate dalla legge: v. delle forze armate, della bandiera, del presidente della repubblica. “. Ecco, non dico altro…
Al di fuori del fatto giudiziaro, la assuefazione citata un paio di post fa sembra ormai essere anche rispetto allo scadimento del buon senso e del buon gusto. Politici, ministri e primo ministro si rivolgono a sostenitori e oppositori con insulti e gestacci.
Ora, si dice molto sul livello dei ragazzi al liceo, della maleducazione e del vandalismo. Ma quando gesti e dichiarazioni di questo livello, e il disprezzo per chi vede le cose in maniera diversa, diventano parte della “normale” dialettica della classe dirigente nazionale e pane quotidiano in giornali e TV, non vedo come non possano essere assimilati. Non i gesti in se’, ma la cultura che rivelano.
E se non e’ vilipendio quello di Bossi, di fatto il reato non esiste piu’. Un po’ come il falso in bilancio.








I cafoni vanno al potere quando i cafoni li votana . Bisogna chiedersi perchè i cafoni li votano …
La gente vota chi li puo’ rappresentare meglio.
Se ci sono elettori cafoni, voteranno cafoni. E’ ragionevole, e non nuovo.
Ma se questo e’ abbastanza per mandare cafoni al potere, allora gli elettori cafoni sono maggioranza, che e’ il problema.
E’ la societa’ che e’ drammaticamente marcita.
Mentre comprendo perfettamente come Fini sopporti Bossi, per calcolo politico, mi risulta ancora incomprensibile come puo’ un elettore di AN, che dovrebbe essere legato a certi principi, tollerare di essere governato dalla Lega.
Condivido . I cafoni sono al potere perchè i non cafoni sono una minoranza . E forse anche perchè quando i ” non cafoni ” governano non fanno meglio .