Oggi una chiacchierata con una collega turca mi ha fatto pensare che qualche volta si vivono delusioni che a posteriori si rivelano una vera fortuna.
A livello professionale mi e’ capitato due volte.
La prima e’ stata nel 2001, mi guardavo intorno per cambiare lavoro ed avevo dei buoni contatti avviati con Arthur Andersen, la famosa societa’ di consulenza. Non avevo ancora un’offerta, per cui mantenevo attive altre opzioni. Sapevo che l’offerta sarebbe stata buona, con molti benefit.
Ma mi arrivo’ per prima un’altra e accettai.
Due giorni dopo mi chiamo’ Arthur Andersen e per onesta’ nei confronti del nuovo datore, la respinsi a malincuore senza neanche entrare nei dettagli. Non ho mai saputo cosa avrebbero offerto.
Una settimana dopo scoppiava lo scandalo Enron, la piu’ grande bancarotta fraudolenta della storia, Andersen era implicata e nel giro di qualche mese falli’ anch’essa.
Qualche anno dopo ci fu la possibilita’ di andare a lavorare in Turchia, per una holding che stava entrando nelle telecomunicazioni.
La holding e’ della famiglia Sabanci, un vero colosso nazionale. L’idea era allettante, nonostante sul sito ci fosse l’albero genealogico della famiglia da cui si veniva a sapere che la “unforgettable” (cito) mamma di tutta la famiglia si chiamasse Sadika… (basta vedere anche oggi clikkando qui).
Una premessa preoccupante.
Insomma, non se ne fece niente e sono sempre rimasto con il sentimento dell’occasione persa.
Oggi la collega turca mi ha detto che quel progetto falli’ miseramente.
La buona stella
11 04 2007Commenti : Lascia un commento »
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Sta arrivando…
11 04 2007E’ difficile spiegare il caldo di Dubai a chi non lo ha vissuto.
L’anno scorso quando sono arrivato per la prima volta, in pieno Agosto, appena uscito dall’aeroporto gli occhiali mi sono appannati. Era mezzanotte.
Al tassista ho chiesto la temperatura. “38 gradi” mi rispose.
“Ma e’ sempre cosi’?”. “No, di giorno fa caldo!”.
Iniziai a preoccuparmi e facevo bene.
Da circa meta’ aprile a meta’ settembre praticamente non c’e’ vita all’aperto. La temperatura e l’umidita’ sono tali che e’ impossibile esporsi al sole per oltre un minuto. Ma non e’ solo il sole: in luglio ed agosto anche alla sera non si sta fuori e i locali e ristoranti ritirano i loro tavoli.
Gli abiti si appiccicano alla pelle e manca l’aria.
Cosi’ la vita si svolge nei centri commerciali, alle temperature polari dell’impianto di climatizzazione.
Stamattina la macchina era piu’ calda del solito. Brutto segnale, sta arrivando.
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