In Italia un deputato leghista, tale Roberto Cota, ha proposto classi differenziate per gli stranieri, che prima di frequentare una classe italiana devono provare una sorta di idoneita’ a frequentare la scuola italiana.
Se non superano il test di lingua e conoscenza delle basi, saranno inseriti in classi propedeutiche.
Questo, a detta del deputato leghista, favorirebbe l’integrazione.
Io vivo negli Emirati Arabi Uniti, un paese con una storia breve e una altissima presenza di stranieri.
Ho iscritto mia figlia di 5 anni a una International School senza che sapesse una parola d’inglese, la lingua usata nella scuola e nel paese per qualsiasi interazione personale. Di fatto e’ la lingua locale.
Tre mesi dopo lo parlava senza problemi con i suoi compagni di classe, di circa una dozzina di nazionalita’ diverse.
Una volta l’anno si celebra l’International Day (dalla festa dell’anno scorso e’ tratta la foto), dove tutti gli alunni condividono con gli altri bambini informazioni sul loro paese, si vestono con abito tradizionale, portano dolci, raccontano di usanze locali, etc.
Tutti imparano qualcosa sugli altri. Nessuno e’ destinato a classe diversa o percorso formativo diverso sulla base della sua nazionalita’.
Vi partecipano anche genitori, ma immagino che il padano doc avrebbe difficolta’ ad adattarsi.
Mia figlia ha amici bianchi, neri e gialli, e cresce considerando tutti uguali. Questo e’ integrazione.








